I rischi del nucleare, le opportunità del Sole
In Italia si ritorna a parlare di nucleare, specialmente in campagna elettorale. Di solito si pensa alle centrali nucleari come a degli enormi edifici che da un pezzettino di materia generano una quantità straordinaria di energia a costo pressoché zero.
Le cose non stanno esattamente così. Una centrale nucleare ha bisogno, come qualsiasi altra centrale che generi energia elettrica, di qualcosa da bruciare, un materiale specifico che si consumi e si trasformi: si tratta dell'Uranio, un elemento radioattivo presente in natura in pochissima quantità. E' un elemento pesantissimo, composto da decine di protoni, neutroni ed elettroni. Ricordiamo che gli elementi naturali derivano tutti dalle esplosioni delle stelle le quali in origine erano composte solo da idrogeno ed elio, gli elementi più leggeri dell'universo. A partire da questi mattoncini, si è arrivati fino all'uranio in un lasso di tempo di circa 15 miliardi di anni. E con una quantità bassissima, quasi insignificante.
Questo elemento atomico è presente sulla Terra in modo non uniforme, ed ovviamente è più probabile trovarlo in paesi molto vasti. L'Italia è un paese già scarso di petrolio, e ancora più scarso di uranio. Questo comporta l'esigenza di comprarlo da paesi stranieri, come la Russia, gli USA, forse la Cina.
Chi è favorevole al nucleare, afferma queste cose:
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col nucleare saremo indipendenti da altri paesi per quanto riguarda l'energia elettrica
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le centrali nucleari sono sicure, e oggi sono ancora più sicure di quanto lo fossero nel passato
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il dramma di Chernobyl è stato causato da errori umani che potevano essere evitati. Inoltre quel tipo di centrale nucleare non viene più costruito
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fra pochi decenni il petrolio si esaurirà e le energie rinnovabili non saranno mai sufficienti a soddisfare la domanda di energia
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l'energia elettrica ha un costo molto inferiore se proviene dalle centrali atomiche.
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abbiamo diverse nazioni che hanno costruito a pochi chilometri dalla frontiera con l'Italia delle centrali nucleari, e noi ci preoccupiamo dei rischi? Tanto vale costruirle anche noi!
Qui di seguito le mie riflessioni, supportate da varie ricerche che ho condotto con relative fonti.
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Da quanto detto più sopra si può capire benissimo come il primo punto sia completamente falso. In realtà con l'energia nucleare, l'Italia continuerà ad essere dipendente da potenze straniere che ci potranno vendere l'uranio se e quando lo vorranno loro, ai prezzi che decideranno loro.
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La sicurezza non esiste. Basti pensare alla sicurezza informatica, in cui i bug sono sempre presenti nei software. Ma l'informatica governerà anche le centrali nucleari e la sicurezza non dipenderà solo dal software: possiamo ancora dire che siano sicure? Certo, avranno la sicurezza del 99,99%. Ma al decimillesimo problema quante morti dovremo contare?
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Gli errori umani vanno evitati, è chiaro. Bisogna però vedere in quali condizioni gli operai lavorano. In Francia ci sono stati 3 suicidi consecutivi di persone che lavoravano in una centrale nucleare. I turni a cui sono costretti gli operai sono massacranti; si richiede massima attenzione, ma anche il massimo di velocità a impegno ai lavoratori. Anche su questo punto il programma di Veltroni è ambiguo perché non dice né no, né sì al nucleare, ma pensate se passasse il provvedimento che incentivi gli straordinari e avessimo delle centrali nucleari da gestire!
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Il petrolio si esaurirà presto, è verissimo. Ma anche l'uranio avrà una durata limitata. Ai ritmi attuali si esaurirà in circa 70 anni, che quindi caleranno se si aumentassero le attuale centrali. Qualcuno dice che si può estrarre uranio dal granito in cui è presente in bassissime percentuali e dall'acqua. Ora, sul granito non ho conoscenze specifiche, posso solo ipotizzare che il costo della materia salirebbe di molto. L'acqua invece è una molecola composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, quindi non vedo proprio come si possa da essa ricreare l'uranio. Ad ogni modo, è chiara la difficoltà di usare il nucleare e di estrarlo a prezzi convenienti.
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L'energia prodotta con la fissione nucleare non è economica, in effetti. Costa costruire centrali, costa ancor di più costruirle con un alta percentuale di sicurezza, sia in termini di denaro che di tempo: servono almeno dieci anni in un paese come la Francia. In Italia abbiamo impiegato tredici anni a costruire l'ospedale Sant'Andrea a Roma., e non sono rari i casi di infiltrazioni mafiose nelle costruzioni di grandi opere. Vogliamo correre questo rischio per costruzioni così pericolose? E poi costa la formazione degli operai, costa il reperimento dell'uranio, e costerà ancor di più tra venti anni. Costa soprattutto lo stoccaggio dei rifiuti. Alla fine del ciclo di produzione, infatti, avremo un pezzo di materiale radioattivo, pericolosissimo, che non si può scaricare nelle discariche, nemmeno in una finta ecoballa campana. Ora, io non farei mai costruire a uno stato che permette una situazione scandalosa dei rifiuti in una sua regione, un reattore nucleare. Se ci sono problemi con i rifiuti normali o chimici-industriali, quali conseguenze potrebbe avere una simile gestione dell'ambiente con una centrale nucleare nei paraggi? Detto questo, grossi problemi ci sono anche in nazioni più avanzate come la Francia dove i siti di stoccaggio attualmente sono a cielo aperto, e tutti stanno appesi alla speranza di trovare una soluzione definitiva per renderli inerti e quindi innocui. Speranze, non fatti.
In Germania esistono diverse centrali nucleari, è vero. Ma i tedeschi hanno ormai abbandonato il programma nucleare e hanno investito tantissimo sulle energie alternative. Nel 2005 le turbine a vento in territorio tedesco producevano il 5% dell'energia necessaria al paese. Nel 1991 è stato avviato il programma dei “mille tetti” divenuti poi centomila, in cui sono stati allestiti dei pannelli solari. La Germania NON è il paese del sole, hanno il 56% in meno di belle giornate rispetto all'Italia, ma entro il 2050 il 50% della loro energia sarà di origine solare. Allora chi sono gli scemi? Noi che decidiamo di ignorare l'unica fonte di energia di cui abbiamo abbondanza di materia prima (il Sole?) o chi pensa di far riavviare il nucleare in Italia, continuando ad importare da altri paesi l'energia elettrica?
Dare la priorità assoluta all'energia rinnovabile e non inquinante è una scelta chiara, decisiva, importante. Questo non significa diventare dei fondamentalisti contrari alla ricerca scientifica nel campo del nucleare. Dando per scontato che io sarò sempre contrario a una ricerca scientifica che abbia come fine quello di costruire armi sempre più avanzate, nulla toglie di migliorare le nostre competenze sul nucleare civile, come del resto si è sempre fatto. In Francia finalmente si sperimenterà il primo reattore a fusione nucleare. Sarà una centrale diversa da quella a fissione in quanto si baserà sulla stessa dinamica da cui traggono energia le stelle, con la quale il nostro Sole ci porta luce ogni giorno. La fusione ha diversi vantaggi rispetto alla fissione: non ha bisogno di uranio ma di idrogeno che compone il 75% dell'universo e che si può estrarre anche dall'acqua ed è presente uniformemente in tutto il globo; bassa radioattività degli scarti che decade con tempi dell’ordine dei decenni consentendone un agevole trattamento; in caso di incidente il peggiore isotopo che potrebbe essere messo in circolazione è il trizio, che decade in 12,3 anni; esperimenti di rilascio controllato di trizio nell'atmosfera hanno mostrato che l'attivazione del suolo nell'area contaminata scende in circa un anno al livello del background; un reattore che diventa incontrollato semplicemente si spegne.
Questa è una sperimentazione che vede coinvolti Cina, UE, Giappone, Russia, Corea del Sud e USA e che potrebbe dare buoni risultati.
Le soluzioni per produrre energie a basso impatto ambientale ed economico e ad alta sicurezza già ci sono e nel futuro prossimo potrebbero essere ancora di più. Spetta a noi cittadini informarci sulle opzioni attualmente disponibili e fare in modo che i nostri governi le seguano pensando agli interessi della collettività e alla salvaguardia del pianeta.
Sitografia
- http://blogeko.libero.it/index.php/2007/07/16/title_465 – I suicidi nelle centrali nucleari.
- http://www.geocities.com/scannapuerci/i_reattori_nucleari.htm - Uranio da granito e da acqua. Il testo parla più estesamente delle energie prodotte dalla reazioni nucleari sia per uso civile che bellico.
- http://www.lifegate.it/ambiente/stampa_art.php?id_articolo=1978 – La situazione del nucleare in europa dopo chernobyl (aggiornato al 2005).
- http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialreattori – Reattori nucleari nel mondo, scorie e siti di stoccaggio.
- http://www.uonna.it/nucleare-ritorno.htm – Informativa sulla riapertura delle centrali nucleari in Italia: lista di chi ha sostenuto questo disegno di legge.
- http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315 – Il nucleare nel programma del PD, punto 5.a.4.
- http://www.ecoage.it/nucleare-fusione-francia.htm – Progetto Iter: costruzione in Francia del primo reattore a fusione.
- http://it.wikipedia.org/wiki/ITER – Progetto Iter su wikipedia.

















Comments
mo non mi va di loggare, ma
mo non mi va di loggare, ma sono sempre io e faccio l'avvocato del diavolo.
a dir la verità, non so esattamente cosa pensare... ma certo è che forse queste considerazioni andavano fatte quando ancora non eravamo nati e ancora non erano state costruite le centrali nucleari qui in italia.
e forse il referendum sulla loro dismissione sarebbe stato più opportuno farlo non a pochi mesi da Chernobyl, in preda al panico più totale da contaminazione!
il problema principale del nucleare sono le scorie... gli italiani avevano trovato la soluzione, mandandole in somalia e nascondendole sotto qualche duna di sabbia... tanto lì chi controlla, e poi quelli muiono di fame prima che facciano in tempo a morire di cancro... insomma, chissene frega! una volta scoperti e ammazzati un paio di giornalisti impiccioni, non si sa più come smaltirle. In più noi paghiamo di più per la dismissione che per mantenerle attive, senza consoderare che anche dismesse continuano e continueranno ad inquinare per millenni.
quindi, sì, esistono forme di energia alternative migliori, ma intanto che le sperimentano, forse potremmo mettere un freno ai nostri consumi, e nel frattempo smettere di importare energia nucleare dalla francia, o di costruire centrali elettriche a carbone a civitavecchia e far attivare quelle che tanto stanno continuando a funzionare.
Detto questo, se mai non si fosse costruita una centrale qui in italia,la soluzione non sarebbe potuta essere solo il sole!
la germania sarà meno assolata, è vero, ma proprio per questo può creare degli edifici serra completamente ricoperti da pannelli fotovoltaici... da noi moriremmo soffocati o squaiati già ad aprile! in più ci sono tutta una serie di fattori molto tecnici che non sto qui a raccontare, ma non è così facile come potrebbe sembrare.
Faccio l'esempio più stupido e terra terra, e che non è neanche il più influente, però rende l'idea:
Per rendere semiautonomo un appartamento di 120 mq, servono almeno 20mq di pannelli fotovoltaici sistemati al meglio (il che significa che se il vostro tetto non è inclinato perfettamente perpendicolare ai raggi del sole di quella latitudine e longitudine, ne dovrete mettere anche di più) e dubito che in una qualsiasi palazzina a due piani abbiamo tetti così larghi da poterlo fare. Senza considerare i costi economici di tale operazione che allo stato attuale, nonostante tutti gli incentivi statali, non è affatto redditizia. Nel giro di 14 anni ti ammortizzi la spesa di investimento (cc 20.000€ per il sopracitato impianto), ma già dopo 10 anni, devi cambiare i pannelli... per cui, si rinizia daccapo, ma è come aver pagato 4 anni in più di bolletta così tanto per fare.
c'è anche un discorso di tutela del paesaggio, che non vi sto neanche a nominare... basterebbe farsi un giro nella sola turchia e vedere come si è trasformata coi soli pannelli solari per l'acqua calda, per rimanere scandalizzati.
Il problema è complesso, e nel frattempo che si ricercano soluzioni più appropriate e meno costose, tocca soltanto evitare gli sprechi: dalla luce lasciata accesa, all'acqua che scorre mentre ci laviamo i denti, agli impianti che disperdono più del 70% di quanto viene prodotto. Se poi si fanno delle legislazioni più severe sulle nuove costruzioni, forse, almeno per quelle, si può pensare a edifici "autosufficienti".
Perciò, diamo soldi alla ricerca, riattiviamo quello che si può riattivare, e siamo più responsabili.
Sicuramente questo articolo
Sicuramente questo articolo e la tua replica mi dà la voglia e la forza di continuare a scrivere altri post sulle energie alternative. Dai, il prossimo lo scrivo appunto sul Solare: pregi e difetti, soluzioni possibili e impossibili, costi e ricavi!
Rispetto alle centrali dismesse, resta sempre il problema di acquistare uranio e di stoccarlo da qualche parte. Resta il problema che tra 50 anni dovremmo fare altre scelte e non dobbiamo arrivarci impreparati.
Io, in unltima istanza, su queste questioni lasciarei decidere una commissione di esperti indipendenti di fama mondiale e che non siano direttamente collegabili a imprese coinvolte. E in caso di esito affermativo indirei un nuovo referendum. Tanto per essere democratico. Davvero :)
Alcuni elementi radioattivi,
andatevi a guardare questo
andatevi a guardare questo video che riguarda l'automobile, che secondo me e non solo è il vero problema dell'inquinamento!
http://it.youtube.com/watch?v=uU2eOcRUD6I
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